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Edizione del 21.02.2016

Umberto Eco, semiologo, scrittore, estroso pensatore del nostro tempo, è morto a Milano. Aveva 84 anni. Sotto il suo sguardo analitico sono finiti i più vari fenomeni della cultura di massa del Novecento, indagati con lo stesso acume che applicava all’estetica medioevale o alle letture di Joyce. La passione politica per il cinema e la comunicazione. Martedì al Castello Sforzesco di Milano i funerali laici

SINISTRA

Il caso sindaci per l’esordio di Si

Daniela Preziosi

Scintille Pisapia-Cofferati. Il sindaco: Sel rispetti i patti e sostenga Sala. L'ex pd: no, è di centrodestra. Zedda si schiera con il collega. Primo sondaggio su Fratoianni, per il 23% il nuovo segretario sarà lui. Oggi atteso «il passo a lato» di Vendola

Europa

Ue e Regno Unito, la vittoria dei liberisti

Marco Bascetta

Quella a cui abbiamo assistito è l’ennesima vittoria delle élites finanziarie nel loro complesso su tutti i cittadini del Vecchio continente. O, per dirla in termini ormai messi al bando, dell’accumulazione di capitale sulla libertà della forza lavoro. Non si è trattato, insomma, di un poker diplomatico, o di una pura e semplice esibizione a beneficio delle opinioni pubbliche nazionali, ma di un esempio da manuale della lotta di classe. Quella condotta dall’alto, naturalmente

Cultura

Il professore contagioso

Valentina Pisanty

Lo scrittore, semiologo, ironico pensatore del nostro tempo, è morto a 84 anni a causa di un tumore. Non c’è stato oggetto che non sia stato degno della sua massima attenzione. Sotto lo sguardo analitico, sono finiti i più vari fenomeni della cultura di massa, indagati con lo stesso acume che applicava all’estetica medioevale o alle letture di Joyce

Editoriale

Dedalus e il manifesto

Redazione

La collaborazione di Umberto Eco al manifesto con lo pseudonimo di Dedalus cominciò il 5 maggio 1971, una settimana dopo la nascita del quotidiano, e si concluse 55 articoli dopo, il 2 marzo 1975, con «A proposito dell’omosessualità. Poche parole sommesse ma non represse».

Cultura

Come la stampa borghese intreccia la bugia all’informazione

Dedalus

Il nostro quotidiano era uscito da una settimana. E Umberto Eco firmava in esclusiva per il Corriere della Sera. Scelse di scrivere anche per noi, con lo pseudonimo joyceano di Dedalus perché era "l’unico modo di essere di sinistra senza venire irreggimentati nel Pci". E iniziò proprio con un fogliettone al vetriolo sul "suo" giornale.

CONTROINFORMAZIONE

Cerchiamo di usare anche Toro Seduto

Dedalus

A meno di un mese dall'uscita del manifesto quotidiano, Dedalus incalzava a occuparsi anche di cinema, a parlare di quello di cui parla la gente e fare, lì, controinformazione, "come una attinia che si installi sul groppone di un paguro bernardo"

GIUSTIZIA

Spara, ma con giudizio

Dedalus

In questo corsivo estivo, Dedalus-Eco racconta un fatto di cronaca quasi banale: un colpo partito per sbaglio a un poliziotto sardo per festeggiare un gol di Gigi Riva. Ma in queste poche righe c'è tutta l'Italia di quegli anni (e di adesso)

La sfida di Joyce

Enrico Terrinoni

Un traduttore, un professore e il «Finnegans Wake» da interpretare: un felice incontro a tre

ELISABETTA SGARBI

Un rigoroso navigatore

Arianna Di Genova

Parla Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale della Nave di Teseo, di cui anche Eco era fondatore e socio. «'Pape Satàn Aleppe' uscirà il prossimo 27 febbraio. La sua morte non lascia un vuoto, c'è da interpretare la sua opera monumentale»

Le opere della carne a Notting Hill

Roberto Andreotti

Un brillante giornalista inglese si getta nell’intimità del pittore misantropo e raccoglie tutte le sue confidenze: una biografia «troppo» inglese, con al centro il demone del ritratto