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Internazionale

Erdogan cala il sipario

Turchia. Censura, autarchia teatrale, pensiero unico: le epurazioni non risparmiano arte e accademia. I settori che definiscono la narrativa nazionale oggi dirottati dalla propaganda di Stato: attori cacciati, registi sospesi, giornalisti in manette e professori licenziati. Ankara non arretra nemmeno in Siria: aperto un nuovo fronte a ovest, artiglieria e carri armati a 50 chilometri da Aleppo

Due dei giornalisti arrestati dopo il tentato golpe, Bürsra Erdal e bÜlent mumay

Due dei giornalisti arrestati dopo il tentato golpe, Bürsra Erdal e bÜlent mumay

Tutto si può dire del presidente turco Erdogan tranne che non sia un uomo meticoloso. Tanto pignolo che la campagna di purghe di massa colpisce anche i morti. Non solo i militari deceduti nel tentato golpe del 15 luglio, seppelliti nel “cimitero dei traditori” e destinati alla gogna eterna, ma anche gente spirata qualche secolo prima del putsch. Nelle liste di proscrizione delle autorità turche è finita la drammaturgia mondiale: Shakespeare, Chekhov e Brecht. Accanto a loro, un intellettuale vivo e vegeto, premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo. La Dt, Direzione delle imprese nazionali di teatro, ha cancellato dai...

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