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Editoriale

F-35, dagli Usa un pacco alle camere

Spese di guerra. Solo con una fusoliera si possono sistemare 10 scuole. All’Italia gli aerei servirebbero: ma sono i Canadair

La fusoliera del primo F-35 italiano impacchettata negli Usa e pronta alla spedizione in Italia

La notizia – resa nota solo ieri dalla stessa Northrop Grumman, società partner della Lockheed – è che gli Usa hanno consegnato a Cameri la prima delle 90 fusoliere per gli F35 acquistati dal nostro paese. Una notizia negativa ma non inaspettata. Si sapeva che i lavori sarebbero continuati nonostante la mozione delle camere di pochi giorni fa che bloccavano ulteriori acquisizioni di F35 fino a un nuovo pronunciamento parlamentare. Era un rinvio, dunque. E non delle produzioni in corso, solo di quelle future. Quindi effetti pratici sostanzialmente nulli.
Per i prossimi mesi la Northrop non sembra avere problemi: gli stanziamenti per il 2013 sono confermati (oltre 500 milioni di euro) e la base di Cameri lavorerà sull’assemblaggio di almeno sette F35.
Tutto questo mentre il Ministro della Difesa Mario Mauro (che continua pervicacemente a prendersela con il Parlamento che pretende di occuparsi di sistemi d’arma) solo un paio di giorni fa ha pianto nuovamente miseria lamentando «il continuo depauperamento delle risorse destinate alla difesa» e ha minacciato per le Forze Armate «il default funzionale nel giro di pochi anni».
In realtà, nel giro di pochi anni – per usare le parole del ministro – spenderemo 13 miliardi per i 90 cacciabombardieri e ne sprecheremo molti di più per dare realizzazione alla legge delega di riforma dello strumento militare che ci porterà a risparmiare qualcosina sul personale e a spendere molto di più per i sistemi d’arma.
Già adesso di soldi se ne spendono tanti: ben 14 miliardi (nei capitoli di spesa di vari ministeri, non solo quello della Difesa) tra armi ed equipaggiamenti e non solo per i nuovi caccia. Nel carrello delle forze armate ci sono sommergibili, fregate, blindo e molto altro. Nel futuro, questa lista della spesa si allungherà. Ministro Mauro e Legge Delega vogliono portare al 50% la percentuale del bilancio della Difesa (senza ridurlo) destinata alle armi.
I soldi risparmiati sul personale saranno destinati ai sistemi d’arma e lo stesso avverrà con i ricavi derivanti dalle vendite del patrimonio militare (caserme, poligoni, ecc.). Un tesoretto non di poco conto: 47 miliardi da destinare in parte a sommergibili e aerei.
Eppure di aerei ne avremmo bisogno. Invece di 90 F35 avremmo bisogno di 90 Canadair (ne abbiamo solo 15) da usare in queste settimane per spegnere gli incendi che infestano la penisola. Come avremmo bisogno di elicotteri. Non da battaglia ma di quelli adatti a trasportare i malati per i servizi di elisoccorso drammaticamente assenti nel nostro paese.
Il vero default che rischia l’Italia non è quello della difesa, ma quello economico e sociale.
È questa la vera emergenza di cui ci dobbiamo occupare. E se gli F35 ci daranno qualche centinaio di posti di lavoro in più, con gli stessi soldi -investiti nel settore civile- potremmo creare migliaia di posti di lavoro e accrescere il benessere del paese.
Soltanto con la fusoliera fornita ieri dalla Northrop Grumman si potrebbero mettere in sicurezza almeno una decina di scuole a rischio sismico. Caro ministro Mauro: meglio il default dei suoi F35 che quello delle scuole italiane. Meglio case dello studente che non vengono giù alla prima scossa che una fusoliera. Queste sono le vere priorità del paese.

* deputato di Sel

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