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Editoriale

I cecchini non finiscono mai, il manifesto con Giuliana Sgrena

Squadristi digitali. La pagina facebook di Giuliana Sgrena presa d'assalto con insulti irripetibili e aggressioni fasciste e sessiste. La lista Tsipras chiede la

«Assassina maledetta», «Dovevano lasciarti marcire sotto 300 metri di terra», «Guardati le spalle», «Parassita», «Ingrata verso la Patria», «Se vieni a Riccione, avrai una bella sorpresa», tralasciando le minacce infami e sessiste. Dulcis in fundo, la foto di una pistola e l’invito a «bruciare in piazza» il suo ultimo libro sulla Primavera Araba. Obiettivo del cecchinaggio verbal-intimidatorio è la nostra Giuliana Sgrena.

Il continuo delirio squadrista della destra estrema – basta vedere l’inneggiare a Hitler dei siti in questione – sarebbe «motivato» dai giudizi sulla crisi dei «due Marò». Per la quale Giuliana, memore della sua vicenda irachena, ha più volte denunciato, contro l’insopportabile coro generale, che l’Italia preferisce «far valere l’obsoleta consuetudine dello zaino e della bandiera (un militare risponde solo al paese di provenienza) e considerare danno collaterale la morte di due pescatori indiani disarmati».

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Le aggressioni insistono anche sulla tragedia della morte di Calipari. Della quale, per le farneticazioni degli squadristi su web – scatenati appena Giuliana ha annunciato la sua candidatura nella Lista Tsipras – sarebbe responsabile lei, non i soldati Usa e i governi guerrafondai di Bush e Berlusconi in Iraq. Questa storia parla di noi, non solo di queste perverse elezioni: è la storia del manifesto che si riconosce nel lavoro di Giuliana.

La pensiamo allo stesso modo. Insultateci tutti

  • Russeau

    Si tratta di gente ignorante – cosa che non dipende solo dai titoli di studio – e incapace di vedere cosa ha attorno. Solidarietà a Giuliana Sgrena, al manifesto e a chiunque lotti per la giustizia, anche andando contro il parere popolare.

  • Lorena Melis

    Incalzano le persone non pensanti e l’inciviltà. Gli atti gratuiti vestiti di libertà intesa semplicemente come arbitrio

  • mattiav26

    Solidarietà a Giuliana Sgena

  • Francy Riccio

    Essere donna, essere libera, essere intelligente. Queste grandi doti di Giuliana diventano colpe simboliche in un paese ormai alla deriva nel mare dell’ignoranza e del maschilismo. Solidarietà totale a Giuliana Sgrena.

  • vito antonio Liturri

    un rappresentante dello stato, anzi dei servizi, che viene ucciso per salvare una donna, anzi una comunista rimane un ossimoro alla
    sensibilità di un paese che non ha fatto i conti con il suo essere stato culla del fascismo.

  • Spartacus

    Esprimo tutta la mia solidarietà a Giuliana. L’aggressione della quale è stata ed è vittima (per l’ennesima volta) mostra il degrado del nostro paese. Ogni volta si minimizza dicendo che sono solo un manipolo di abbrutiti e che non bisogna prestargli troppa attenzione.
    Sono gli stessi discorsi si tengono ogni volta che il razzismo si esprime negli stadi, per esempio.
    Eppure io penso che non di debba più minimizzare, lasciar correre.
    Sono episodi gravissimi il cui fine è anche quello di provocare il collasso della democrazia (per interposta persona).
    Come ha scritto Liturri qui sotto, l’Italia è stata la culla del fascismo. E sembra compiacersene.

  • Claudio Maracci

    Solidarietà a Giuliana Sgrena. Sono dei vigliacchi.

  • http://bodrato.it/ Pare

    Sgrena ha l’inguaribile difetto di dire le cose che liberamente pensa e magari di sostenerle con argomentazioni convincenti. Un pericolo pubblico per chi insegue una presunta purezza nazionale che non è altro che miseria culturale (ma non solo) e obbedienza a dogmi (o ai capetti di turno).
    Massima solidarietà a lei e a chiunque riconosce tra i propri valori la libertà di pensiero, di espressione, di stampa (bruciare libri?!?) e la non discriminazione che sono profondamente incisi nella nostra cultura e pure scritti a chiare lettere nella Costituzione della “Patria” di cui costoro blaterano