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La cecità che uccide

Violenza. Il voyeurismo viaggia alla velocità della luce azzerando sentimenti strettamente associati: pudore e compassione

Con la morte della giovane spinta al suicidio da quell’entità impersonale, e per definizione irresponsabile, chiamata «rete», tutti i nodi vengono al pettine, ma è ragionevole dubitare che, passato il clamore mediatico, saranno affrontati veramente. La «rete» è un mostro che si nutre dei suoi crimini, diventa più potente. Nel dramma di un’azione crudele, che una volta avviata (per un errore della vittima, la volontà di un sadico o la dabbenaggine di un cretino di massa) nulla può più fermare, diventa palese la rivalsa del «servo» inanimato sul «padrone» vanesio e arrogante. La protesi digitale fagocita il corpo vivo delle...

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