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Editoriale

La memoria corta dei senatori M5S

Tira brutta aria al Senato. Edmondo Cirielli, la cui legge tanti danni ha prodotto al nostro sistema penale e penitenziario, ha trovato nuovi estimatori e difensori al Senato. Nei giorni scorsi la Commissione Giustizia è riuscita nell’intento di peggiorare il decreto-legge del governo pensato per affrontare la questione drammatica del sovraffollamento delle carceri. Un asse composto dal Pdl, dalla Lega, dal Movimento 5 Stelle e da alcuni deputati del Pd è riuscito a far rientrare dalla finestra alcuni pezzi della famigerata legge ex Cirielli sulla recidiva. La legge era stata abrogata quasi del tutto con il decreto-legge del governo dello scorso primo luglio. Ora, grazie al nuovo asse della sicurezza, sono tornati in vita alcuni limiti alla concessione della detenzione domiciliare nei confronti dei recidivi.
Il decreto, così come modificato, è adesso all’esame dell’Aula di Palazzo Madama. Il parlamento fino ad ora è riuscito a far peggio del governo delle larghe intese. Il tutto con la responsabilità del M5S. Solo Sel, Scelta Civica e quasi tutto il Pd hanno difeso il testo originario, che non aveva nulla di stravolgente o di risolutivo. Si legge nei resoconti stenografici del Senato che il senatore del Movimento 5 Stelle Cappelletti «concorda con quanto osservato dalla collega Stefani della Lega circa l’inopportunità di comprimere i tempi dell’esame del decreto-legge, ed osserva che sarebbe auspicabile ottenere un rinvio del termine degli emendamenti da parte dell’assemblea». Non ci sarebbe urgenza a suo dire.
D’altronde durante la discussione parlamentare i 5S votano spesso insieme a Pdl e Lega provvedimenti il cui effetto è quello di far crescere ulteriormente la popolazione detenuta. Non c’è urgenza a loro dire. E le 30 mila persone in più rispetto ai posti letto regolamentari? E la dignità violata nelle carceri stracolme e senza spazi? E i morti di salute negata? E i morti suicidi? E le migliaia di tossicodipendenti reclusi in osservanza dei nomi di Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi? E le condanne della Corte europea sui diritti umani? Non c’è urgenza dicono la Lega e il M5S. E così fanno asse con quelli del Pdl di origine An.
Eppure alcuni dei parlamentari del M5S avevano sottoscritto prima del voto di febbraio le nostre tre proposte di legge di iniziativa popolare, nelle quali a caratteri cubitali era scritta la abrogazione delle leggi sulla immigrazione, sulla droga, sulla recidiva. Ricordo ai senatori del Movimento 5 Stelle che: 1) i colletti bianchi non sono mai recidivi e quindi la legge Cirielli non li riguarda; 2) la recidiva si abbatte sui pesci piccoli: più piccolo è il pesce più le norme sulla recidiva lo colpiscono; 3) il proibizionismo sulle droghe fa prosperare le mafie e riempie le galere di giovani consumatori; 4) è eticamente disdicevole tentare di racimolare consenso parlando alla pancia e non alla testa delle persone. Nei mesi scorsi abbiamo molto tifato per Stefano Rodotà, capo dello Stato. La ritenevamo una bella proposta di cambiamento. Ricordo che Stefano Rodotà è stato tra i fondatori della rivista Antigone, circa trent’anni fa. Sarebbe un bel gesto di umiltà se i senatori del M5S chiedessero a lui consiglio prima di votare provvedimenti in materia penale e penitenziaria insieme a leghisti e post-fascisti.

*presidente di Antigone

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