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Cultura

La normalità? Non abita più qui

Incontri. Un’intervista con il filmmaker Domenico Mangano che, insieme alla storica dell’arte Marieke van Rooy, sta lavorando a una trilogia di film sulla diversità e le strutture psichiatriche, indagando la famiglia come strumento di «diluizione»

«Birds Singing, Sandy Ground», 2014

«Birds Singing, Sandy Ground», 2014

Da circa vent’anni, i film di Domenico Mangano (Palermo, 1976) indagano la diversità. I suoi film e le fotografie raccontano una storia come quando si osserva una figura da lontano, come hanno fatto Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, come avviene nelle «conversazioni» di Vittorini. Ha ventiquattro anni Mangano quando, a Palermo, vince il premio di una manifestazione locale di arte contemporanea, con La storia di Mimmo (1999-2000) un video e una serie fotografica dedicati allo zio schizofrenico. Poi lo ritroviamo in viaggio, dalla Sicilia all’Olanda. Dal 2014, insieme alla storica dell’arte Marieke van Rooy, Mangano lavora a una serie di...

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