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Politica

La paura del «Renxit» e l’incognita di ottobre

Governo. Il premier ieri è volato a Parigi da Hollande e domani sarà a Berlino. Ma lo shock del Regno unito per lui ha un fronte tutto italiano. Ma in casa amici e nemici avvertono: il voto sulla riforma costituzionale è a rischio. Napolitano consiglia di restituirgli «neutralità», Salvini prepara una Pontida per il no, Cuperlo chiede la modifica dell’Italicum. A Palazzo Chigi invece si studiano le mosse per rallentarne i tempi

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Sfiammare il referendum costituzionale, disinnescare quell’effetto domino che potrebbe essersi innescato in tutta Europa con il voto per la Brexit, e cioè la contestazione popolare - e democratica - dei governi del rigore. Matteo Renzi si trova a un bivio: dopo aver chiamato il plebiscito su di lui e messo la sua testa (politicamente parlando) sul voto di ottobre, tutto e tutti consigliano di abbassare i toni, per evitare di fare la fine del primo ministro inglese Cameron. Ieri sul Corriere della Sera il presidente emerito Giorgio Napolitano era esplicito: «Occorrerà restituire al confronto sulla riforma costituzionale la sua oggettività...

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