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Reportage

L’innocenza perduta dei Giochi

Rio 2016. Olimpiadi amare per gli abitanti delle zone più povere e violente di Rio. Che con il «golpe» hanno perso anche quel poco che avevano. E la cidade maravilhosa appare come impacchettata da teli in pvc che delimitano le pareti delle grandi arterie stradali, così le immagini delle spiagge oscurano quel che c’è dietro

Mural nella favela de Manguinhos: in 2 anni otto ragazzini sono stati uccisi dall'esercito mentre giocavano a pallone

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Rio de Janeiro è una città dove l’innocenza si perde in fretta. I poveri perché esclusi, sfruttati e aggrediti, i ricchi perché rinchiusi nelle loro fortezze vivono una Rio tutta loro, intimoriti che qualcuno possa portare loro via ciò che possiedono. Qui la gente si mescola nelle strade e nei luoghi di socialità, ma ricchi e poveri è come fossero le rotaie del treno. Percorrono le stesse strade ma non s’incontrano mai. [caption id="attachment_210477" align="aligncenter" width="1170"] Mural alla Maré (foto Ivan Grozny Compasso)[/caption]   La crisi politica, economica e sociale si sente eccome. Le conseguenze più dirette del «golpe» che...

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