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Editoriale

Ma quanto costano i nuovi F35?

Il ministro Mauro ha dichiarato al Senato che non dovremo pagare penali per gli F35. Finalmente anche il governo lo riconosce esplicitamente, dopo essere stato a lungo ambiguo sul punto e utilizzando le penali come minaccia agitata contro chi voleva chiedere lo stop al programma.
Venuto meno lo spauracchio delle penali, il ministro Mauro ora mette in campo un altro argomento: 3,5 miliardi spesi o da spendere per la portaerei Cavour (1,5 miliardi per la piattaforma e 2 miliardi per supporto logistico e aeromobili) che dovrebbe ospitare una ventina di F35 a decollo verticale.
Che facciamo ora, buttiamo via i tanti soldi spesi per questa portaerei? Ci sono tre piccoli particolari, però. Primo, la portaerei Cavour è stata costruita una dozzina d’anni fa (i lavori iniziarono ai cantieri di Riva Trigoso, nei pressi di Genova il 17 luglio del 2001 mentre iniziavano i lavori del G8) indipendentemente dalla costruzione degli F35. Infatti la Cavour ospita altri aerei a decollo verticale: gli Harrier. Secondo, la Cavour (come era naturale aspettarsi) è stata largamente inutilizzata. È andata ad Haiti a portare aiuti, durante il terremoto del 2010, e l’abbiamo poi portata in Brasile come specchietto per le allodole, per cercare di convincere il governo di Brasilia a costruire le sue navi nei nostri cantieri. Terzo, non abbiamo bisogno di una portaerei, né degli F35, che ci stanno sopra. Poi il ministro dice: abbiamo solo due portaerei in Europa e dell’italianissima Cavour (con gli F35) ne abbiamo proprio bisogno. E che ci serve una portaerei come la Cavour se non dobbiamo andare in guerra ? O forse ci dobbiamo andare? E perché ora si agitano questi miliardi da spendere per la Cavour per giustificare la spesa di altri 14 miliardi per gli F35?
La sostanza è che il programma degli F35 è poco trasparente. Non sono chiari i costi finali, né i costi che “accompagnano” (l’aeroporto di Cameri, l’adeguamento delle linee di decollo ed atterraggio della Cavour) la realizzazione dei cacciabombardieri. Sarebbe opportuno che – a questo punto – se ne occupasse la Corte dei Conti e che – oltre alla Commissione Difesa – anche le Commissioni Bilancio di Camera e Senato promuovessero un’indagine conoscitiva sugli effettivi costi del programma F35 e – visto che ci siamo – anche di altre grandi opere: Tav, Mose, Muos.
Gli Stati Uniti hanno appena posto un freno al programma F35: ne prenderanno di meno e ne rallenteranno la produzione. Hanno anche ottenuto una riduzione dei costi. Noi invece proseguiamo come nulla fosse. E i costi continuano a lievitare. Le camere hanno solo pochi giorni fa delle mozioni che non sospendono il programma F35, ma solo le nuove acquisizioni in attesa di nuove decisioni parlamentari. Nel frattempo i soldi per gli F35 nel 2013 ci sono comunque: ben oltre 500 milioni, e quindi per i prossimi mesi non si fermerà un bel niente alla base di Cameri. E intanto il ministro Mauro, continua a scalpitare: vuole più portaerei, più F35, più soldi per i militari. Ma il Senatore Mauro è il ministro della Difesa o il ministro della guerra?

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