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Ora Cambridge non aiuta, come Il Cairo e le fiction

Verità per Giulio Regeni. Il silenzio non sostiene la ricerca della verità. Né i ricercatori.

C’è probabilmente una bella dose di arroganza nella cautela dei legali di Cambridge e nell’indicazione data a Maha Abdelrahman, la supervisor di Giulio Regeni, di non rispondere alle domande degli inquirenti italiani: qualcosa che sciaguratamente, sebbene assai prevedibilmente, rinfocola polemicamente l’ipotesi che Giulio fosse una pedina in mani altrui. In barba a tutte le petizioni ‘per la verità’ e all’appello di Paola Regeni, mamma di Giulio, che solo pochi giorni prima invitava dalle solenni sale della prestigiosa università britannica a collaborare, alcuni stereotipi sulla superficialità del Belpaese hanno forse prevalso sulla scelta della faculty britannica di non fidarsi. Eppure le...

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