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Europa

Samos, l’isola diventata una prigione per migranti

Grecia. La mancanza di informazioni genera incertezza tra gli occupanti del Blamari camp

«Siamo esseri umani ma ci trattano come animali. Questa è una prigione, aiutateci». È il messaggio lanciato da un gruppo di pachistani, afgani e migranti del Bangladesh reclusi da sabato nel Blamari camp dell’isola di Samos, a un miglio marino dalla costa turca. Quello che fino alla scorsa settimana era un centro di accoglienza cui si poteva accedere liberamente, è stato trasformato in hotspot a seguito dell’accordo tra Ue e Turchia. Di fatto è diventato una prigione. Il cancello è chiuso con un lucchetto, pertanto è impossibile entrare o uscire, nemmeno fuggire vista la doppia recinzione di rete metallica sormontata...

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