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Dossier sul sostegno all’editoria

Temi dell’attività Parlamentare (dal sito della camera)

Interventi per l’editoria

Gli interventi riguardano principalmente il riordino delle modalità di accesso ai contributi e delle disposizioni relative alle agevolazioni postali. Inoltre, il Senato sta esaminando un progetto di legge – già approvato dalla Camera – che modifica la disciplina relativa al prezzo di vendita dei libri.

(informazioni aggiornate a venerdì, 14 gennaio 2011)



Il riordino della disciplina per l’accesso ai contributi

Il regolamento di delegificazione

Il 23 dicembre 2010  è stato pubblicato (GU n. 299) il D.P.R. 223/2010, recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria, previsto dall’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (legge 133/2008), come modificato dall’art. 41-bis, c. 3, del D.L. 207/2008 (L. 14/2009).

Il relativo schema (atto n. 183) era stato presentato alle Camere per l’espressione del parere il 13 gennaio 2010. Alla Camera, la VII Commissione Cultura aveva espresso parere favorevole con una osservazione e condizioni il 10 marzo 2010; al Senato, la 1^ Commissione Affari costituzionali aveva espresso parere favorevole con osservazioni il 24 febbraio 2010 .

Il DPR 223/2010 prevede la semplificazione della documentazione per accedere ai contributi e del procedimento di erogazione, stabilendo anche che le somme stanziate nel bilancio dello Stato per l’editoria costituiscono limite massimo di spesa e che sono destinate prioritariamente ai contributi diretti.

Le principali novità recate dal provvedimento riguardano l’invio telematico delle domande e le nuove modalità di calcolo per i contributi diretti, riferite, in particolare, all’effettiva distribuzione e messa in vendita della testata. Si stabiliscono, altresì, tetti all’ammontare dei contributi. In caso di insufficienza delle risorse, i contributi sono erogati mediante riparto proporzionale tra gli aventi diritto, ai sensi dell’art. 2, comma 62, della L. Finanziaria 2010 (L.191/2009).

Il DPR – recependo una delle condizioni poste dalla VII Commissione della Camera – mantiene in vigore il “tetto” di entrate pubblicitarie pari al 30% dei costi complessivi dell’impresa (di cui lo schema n. 183 prevedeva l’abrogazione), oltre il quale non è possibile accedere ai contributi.

Interventi ulteriori

La previsione del “tetto” ai contributi introdotta dalla L. 191/2009non si applica, ai sensi dell’art. 10-sexies del D.L. 194/2009 (L. 25/2010),  per i contributi 2009, a:

  • quotidiani e periodici editi da cooperative di giornalisti o da società senza fini di lucro;
  • testate di partito;
  • testate ed emittenti radiotelevisive delle minoranze linguistiche;
  • periodici speciali per non vedenti;
  • emittenti radiofoniche di partito e private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale.

Non si applica, inoltre, ai sensi dell’art. 1, commi 55 e 56, della legge di stabilita’ 2011 (L. 220/2010), alla stampa italiana all’estero.

A tali imprese è corrisposto un contributo pari al 100% dell’importo calcolato secondo la legislazione vigente, ma non superiore a quello spettante per il 2008.

Infine, l’art. 4 del D.L. 40/2010 ha previsto, tra l’altro, interventi a favore dell’emittenza televisiva e radiofonica locale. Finanziamenti aggiuntivi, rispetto alle previsioni iniziali del ddl di bilancio 2011, sono stati disposti, nel corso dell’esame parlamentare, a sostegno del medesimo settore e dell’emittenza radiofonica nazionale, dall’art. 1, comma 61, della L. 220/2010.


Agevolazioni postali

Il D.L. 353/2003 disciplina le agevolazioni postali per la spedizione di prodotti editoriali, prevedendo il rimborso a posteriori da parte dello Stato alla società Poste italiane S.p.A.. La società deve praticare una tariffa agevolata, ottenendo ilrimborso della differenza tra costo unitario della spedizione e tariffa praticata. Il rimborso è effettuato nei limiti dei fondi appositamente stanziati.

L’applicazione delle tariffe agevolate è stata sospesa dal 1° aprile 2010, in applicazione dell’art. 10-sexies, co. 2, del D.L. 194/2009. Esso ha destinato al rimborso delle suddette agevolazioni un importo di € 50 milioni per il 2010. Essendo stato già maturato tale importo nel primo trimestre 2010, il D.M. 30 marzo 2010 ha stabilito che le tariffe agevolate si applicano fino al 31 marzo 2010.

Successivamente, l’art. 2, co. 2-undecies, del D.L. n. 40/2010 ha previsto l’emanazione di un DM per la concessione delle agevolazioni tariffarie per lespedizioni effettuate dalle associazioni ed organizzazioni senza fine di lucro, nel limite di spesa di €30 milioni per  il 2010.

In attuazione di un accordo fra editori e Poste italiane S.p.A., l’art. 2, co. 1-bis del D.L. n. 125/2010 (legge n. 163/2010), che sospende le agevolazioni postali per il periodo 1/9/2010 – 31/12/2012, prevede l’emanazione di un decreto ministerialecon il quale saranno determinate, senza oneri per lo Stato, le tariffe massimeapplicabili alle spedizioni di prodotti editoriali. Alla norma è stata data attuazione con il D.M. 21 ottobre 2010 .

Con riferimento al rimborso delle agevolazioni tariffarie praticate anteriormente al 2007, il D.L. 262/2006 ha previsto che le somme allora dovute a Poste Italiane S.p.A. fossero rimborsate in 10 rate annuali. In relazione al mancato pagamento dell’annualità 2009, l’art. 2, co. 63, della L. 191/2009, ha disposto la possibilità dirimodulare le rate annuali di rimborso sopra indicate.


Il prezzo di vendita dei libri

Il 28 settembre 2010 il Senato ha avviato la discussione del progetto di legge A.S. 2281 – già approvato, in sede legislativa, dalla VII Commissione della Camera – recante una normativa a regime per la determinazione del prezzo dei libri,applicabile dal 1° novembre 2010. Il provvedimento, a tal fine, modifica la disciplina vigente (art. 11 L. 62/2001), che affida all’editore o importatore ladeterminazione del prezzo da apporre su ciascuna copia e dispone che il prezzo effettivo di vendita al consumatore finale non può contemplare sconti superiori al 15% – tranne che per alcune categorie di libri – o al 20% per altre categorie. In particolare, il progetto rivede le categorie alle quali si applicano i diversi sconti e stabilisce una disciplina specifica per le campagne promozionali.

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