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Quinto Stato

I nuovi poveri sono gli autonomi a partita Iva

Il quinto stato, dalla copertina de Il Quinto Stato (Ponte Alle Grazie), rielaborazione grafica di Eula Allegri

Il quinto stato, dalla copertina de Il Quinto Stato (Ponte Alle Grazie), rielaborazione grafica di Eula Allegri

Senza diritti alla malattia o al sostegno al reddito, non avranno una pensione. Ma i loro contributi finanziano il Welfare degli altri lavoratori. I dati dell’Osservatorio XX maggio su parasubordinati e professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps descrivono l’esistenza del nuovo proletariato in Italia

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Il ritratto dei nuovi poveri a partita Iva lo ha fatto ieri l’Osservatorio dei lavori dell’associazione 20 maggio presentando a Roma il terzo rapporto sui dati della gestione separata dell’Inps. Anche con l’entrata in vigore delle regole della delega sul lavoro, in discussione in parlamento, su mille euro guadagnati ad un autonomo resteranno in tasca 515 euro contro i 903 di un lavoratore dipendente. Gli iscritti a questa cassa dell’Inps hanno un compenso lordo medio di 18.640 euro, un reddito netto da 8.670 euro annui per 723 euro mensili.

Parliamo di un proletariato a tutti gli effetti che non ha diritto alle tutele universali contro la malattia e versa contributi per una pensione (oggi il 27% del reddito, il 33% entro il 2019), ma rischia di non avere una pensione. I suoi contributi servono oggi a coprire i debiti delle altre gestioni Inps, quella dei dirigenti ad esempio. Questi lavoratori non hanno diritto agli ammortizzatori sociali ma con i loro compensi producono un Pil pari a 24 miliardi e assicurano all’Inps un gettito di 5 miliardi e 805 milioni annui. Questi dati dimostrano che i precari finanziano il Welfare senza avere nulla in cambio. Al danno si aggiunge dunque la beffa. E i redditi restano molto bassi: 10.128 euro annui per i contratti a progetto, ad esempio i call center.

Bassi anche i compensi per i dottori di ricerca all’università (13.834 euro lordi) o per i medici specializzandi (18.746 lordi). Per i giornalisti freelance appena 9 mila all’anno. Le donne tra i 40 e i 49 anni sono le più penalizzate: guadagnano 11.689 euro in meno all’anno rispetto agli uomini.

La crisi ha aumentato la disoccupazione. Nell’ultimo anno sono stati persi 166.867 occupati, i collaboratori a progetto sono diminuiti di 322.101 unità dal 2007 al 2013, e nel solo 2012 sono passati da 647.691 a 502.834, con una flessione di ben 145 mila unità. Un contributo determinante è stato fornito dalla riforma Fornero che ha imposto l’introduzione dei minimi tabellari dei dipendenti. Questo ha prodotto un esodo verso il lavoro nero, le «false partite Iva» o la disoccupazione.

Accadrà qualcosa di diverso con Renzi? Per i parasubordinati iscritti alla gestione separata no. Lo sgravio previsto dalla legge di stabilità per le assunzioni a tempo indeterminato (con un massimale fissato a 6200 euro) non renderà «più competitivi» questi contratti rispetto ai lavori dove i compensi minimi non sono regolati da accordi collettivi. Per le imprese sarà sempre più conveniente assumere un precario per poi non rinnovargli il contratto. Il problema non verrà risolto nemmeno dal salario minimo ipotizzato nella Delega perché non può essere applicato nella pluralità dei settori del lavoro parasubordinato e tanto meno in quello autonomo a partita Iva.

C’è anzi il rischio che, con il perdurare della crisi e con la confusione del governo dettata da una scarsa conoscenza delle forme del lavoro, il salario minimo diventi il massimo che le aziende pagano. La strada potrebbe essere quella di stabilire un equo compenso per le partite Iva individuali per evitare che il Jobs Act le spinga verso il lavoro nero o l’inoccupazione. Per l’Associazione 20 maggio la soluzione sarebbe quella di ricondurre gli «atipici» nella contrattazione collettiva, un’opzione fin’ora trascurata dai sindacati. Resta da capire la situazione di coloro che non possono, o non vogliono, diventare dipendenti. Verranno lasciati al loro destino di esuli involontari, oppure si possono immaginare forme di tutele universali o un reddito di base?

  • Roberto Frangi

    Ben svegliati nel 21° secolo!

  • carlito

    Ci sono arrivati anche i compagni che sbagliano. Dimenticando una cosa. Anche una partita IVA fortunata, che fattura, per fare cifra tonda, 100 mila euro all’anno, si ritrova una pressione fiscale reale complessiva del 67%. Significa che svolge un lavoro altamente professionale, ma campa con poco più di 30 mila euro all’anno, insieme a tutti i rischi, i problemi, le ansie, le rotture di scatole, pagandosi auto e telefono (per esempio), senza tutele e senza potersi mai ammalare. Questa è l’Italia che avete scoperto dopo 20 anni in cui tutto e cambiato mentre correvate dietro ai pensionati perchè facevano massa critica nelle piazze. Bravi!

  • Lucilio Santoni

    Ottimo commento il precedente: BEN SVEGLIATI!!!

  • Gian Maria Garuti

    caro carlito …che cazzata dire che hanno rincorso i pensionati ..!!!! grazie a chi è ci ha governato negli anni prima che siamo così…..

  • Pennywise83

    Spero lo leggano anche Landini e la Camusso che, praticamente, non ci considerano lavoratori al pari per quelli per i quali combattono quoitdianamente…

  • ReadySteady

    Sempre sul pezzo cari compagni: avete forse capito che i nuovi poveri non sono più gli operai con contratto a tempo indeterminato? Bravi. Ora prendete la DeLorean e viaggiate nel tempo fino ad arrivare nel 2014 insieme a noi, dato che siete rimasti a prima del crollo del muro.

  • Genovacentro

    Per problemi delle ditte per cui lavoro, a parità di fatturato prodotto da me per loro, guadagno circa il 40% in meno rispetto a 3 anni fa, Mi hanno tolto rimborsi, premi e abbassato le provvigioni. Chi mi tutela? Nessuno. Mi restano 900 euro al mese x 12 mesi e probabilmente peggiorerà nel 2015. Mia madre (che spero arrivi a 120 anni) è andata in pensione alla mia età (54 anni) e di pensione adesso prende il doppio di me: nonostante Lei abbia vicino un esempio vivente di come tutto vada a scatafascio da’ fiducia a sindacati e a Renzi. E i sindacati campano su quelli come mia madre. Quindi fra pochi anni non avranno più senso di esistere.

  • fabrica64

    Il Manifesto ci ha messo piu’ di dieci anni ad accorgersene, per la CGIL ce ne vorranno altrettanti

  • irene

    a margine noto – da collega – che il nesso tra prendere 9 mila euro l’anno e scrivere FIN’ORA secondo me esiste. caspita dai è il nostro unico strumento di lavoro la lingua italiana… e noi siamo sfigati e tartassati, però questa mentalità sindacalizzata per cui abbiamo DIRITTO a fare il nostro lavoro anche se non serviamo e anche se siamo sciattissimi non porta benefici ma problemi

  • fabrica64

    Tra l’altro i dipendenti in Italia passano, in media, 17 giorni l’anno in malattia. A nessuno sembra tanto, a me si. Mi chiedo quanti giorni l’anno passino in malattia coloro che hanno la partita IVA.

  • Mister D.

    Camusso, Landini e La Vera Sinistra Che Tutela I Proletari cosa fa per loro?
    Niente!

  • Ilaria Kalashnikova

    Ringraziamo i sindacati e la sinistra tutta per aver demonizzato per anni i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, portandoci ad essere considerati i nuovi proletari.

  • Matteo Piccioni

    Quando parli di ansie vorrei far presente di come l’agenzia delle entrate, l’inps facciano controlli non sull’anno in corso, ma sui precedenti 5 anni! in questo modo in caso di problemi ti possono riempire di multe e sanzioni caricate da ben 5 anni di ritardi

    Perchè non controllate contestualmente alla dichiarazione dei redditi ? Gli errori ci posso essere ed è bene che vengano chiariti subito e non dopo 5 anni!!!

    In successione, per vari errori del mio ex-commercialista, ho prima perso 8.000 di detrazioni fiscali, poi mi è arrivata l’agenzia delle entrate con 12.000€ di multa per il modello unico del 2008 mal presentato e che non ha saputo giustificare!

    Ovviamente siamo sempre noi povere partite iva i responsabili, IO sto pagando trimestralmente le varie rate…nel mio caso il commercialista se ne è lavato le mani, si rende irreperibile…e partono le lettere dell’avvocato e cause che costano altri 3-4000€ (se va bene) sperando che giustizia venga fatta…

    Mi hanno tolto la voglia di lavorare…

  • Leo Leonardi

    Vorrei unirmi alla discussione in maniera costruttiva e spero che anche i miei colleghi “liberi professionisti” qui sotto, si uniscano. C’è una sorta di gruppo, associazione, sindacato (chiamatelo come volete) dedicato esclusivamente ai liberi professionisti? Mi piacerebbe potermi incontrare con altri lavoratori con le mie medesime problematiche, nell’ottica di un incontro sano e costruttivo. Non credete che sia giunta al termine l’era del “commento dall’ufficio” e poi tanti saluti?

    Grazie e buon lavoro.

  • http://furiacervelli.blogspot.it Roberto Ciccarelli

    ti consiglio di leggere i libri indicati in questo blog, oltre che i contenuti del medesimo, che da anni appaiono (anche) sul manifesto. E poi ne riparliamo. Per la Cgil chissà: http://furiacervelli.blogspot.it/

  • nicola

    Dallo scorso anno ci obbligano ad avere una assicurazione professionale nonostante siamo false partite iva (un unico impiego professionale, altrimento in studio non puoi collaborare :-)). Tutto questo a vantaggio delle assicurazioni e delle banche….Nessuno dice nulla e nel frattempo regaliamo circa 250 euro annui alle assicurazioni con redditi annui di circa 15.000 euro !!!

  • Barbara Magnani

    Io tempo fa avevo risposto a questo questionario (scusa il gioco di parole) promosso dalla CGIL http://www.vitadaprofessionisti.it/
    tra le associazioni invece ho trovato questa http://www.actainrete.it/chi-siamo/ ma sinceramente non ho approfondito e non so quanto siano seri o efficaci
    buon lavoro

  • Fiamma Tortoli

    Ti riferisci a Acta?

  • atomiky .

    Io sono una partita IVA ma rientro nell’ambito del commercio (impresa individuale). Dunque i miei contributi INPS sono fissi, non in percentuale al fatturato. Da zero a 15mila euro di utile, i miei versamenti INPS sono di circa 900 euro ogni 3 mesi, 3600 euro l’anno. Dal 2008 ho perso circa il 30% di lavoro, il fondo commerciale non è di mia proprietà e mi erode almeno 1/3 del guadagno. Tra tasse, spese e utenze ho chiuso anche in perdita, in questi anni, tuttavia avendo i contributi minimali obbligatori, mi trovo, ad oggi, con un debito nei confronti del’INPS di quasi 10.000 euro. Sono ad un bivio: o chiudo (ho 42 anni, ma chi mi assume!?) o rateizzo con equitalia (ma al momento non posso reggere le rate, massimo 72) o mi faccio fare un prestito (che non mi daranno mai, a causa del reddito e delle inesistenti garanzie) per onorare il debito e continuare a lavorare sperando in una ripartenza generale. La mia condizione so essere comune a molti, ma spesso per vergogna o per non voler ammettere il proprio fallimento, molti, troppi non ne parlano. Se a questo si aggiunge l’ atteggiamento di sospetto che una “certa sinistra” (e io mi considero di sinistra) nutre nei confronti dei lavoratori autonomi, tutto diventa più frustrante.

  • adriano

    nonostante le questioni sollevate siano molto importanti, mi sembra un brutto articolo, tendenzioso e scritto male. “su mille euro gua­da­gnati ad un auto­nomo reste­ranno in tasca 515 euro con­tro i 903 di un lavo­ra­tore dipen­dente” ma che boiate sono? vi rendete conto di fomentare la guerra tra “poveri” lavoratori autonomi e “ricchi e privilegiati” lavoratori dipendenti? ma che senso ha? ma proprio sul manifesto devo leggere queste cose? le ho già lette su libero e sul giornale qualche anno fa. poi smettetela di confondere, nei titoli e nel contenuto, parasubordinati e partite iva che non c’entrano proprio nulla gli uni con gli altri.

  • atomiky .

    Dal punto di vista di tua madre è del tutto logico stare con i sindacati, fanno i suoi interessi, ma non i tuoi.

  • Francesco Merini

    No ma sono troppo impegnati sull’articolo 18, queste notizie non interessano

  • gattolibero

    sì,esiste. Si chiama ACTA

  • Serena

    Noi non andiamo a sederci nelle piazze: andiamo a lavorare perchè termini e scadenze non si fermano per sciopero. Nè per malattia o maternità o ferie (ferieche? se non lavori non sei pagato). Oltre il danno la beffa: due lauree, praticantati, concorsi, master, migliaia di Euro spesi per fare la fame e sentirsi fortunati rispetto a chi ha affrontato lo stesso percorso e non arriva a 15.000 Euro all’anno (lordi, ovviamente).
    Che amarezza.
    Non si può dire che la vita del metalmeccanico sia rose e fiori ma l’astio nasce spontaneo quando, invidiosa delle loro 14 mensilità, delle ferie pagate, della malattia e della pensione, mi ritrovo a non riuscire a raggiungere l’ufficio perchè c’è sciopero o sento notizie quali “i lavoratori si ammalano di lunedì”….prescrivete loro un anno di partita iva, vedrete che guariranno (di lunedì, sabato o domenica, dalle 8 del mattino a notte fonda).

  • Francesco Florio

    Noto con piacere il forte interesse del Manifesto verso noi liberi professionisti. E’ confortante sapere che qualche giornale discute di problemi reali degli italiani e non di “fuffa” atta a distogliere l’attenzione.
    Io sono un Ingegnere Informatico libero professionista, fortunatamente la mia professione non mi pone limiti geografici, anzi mi spinge naturalmente a spostarmi verso paesi con più mercato. Sono giovane, ho 33 anni e 5 anni fa ho voluto raccogliere la sfida di lavorare in Italia, con i suoi pochissimi PRO e i suoi infiniti CONTRO. Ad oggi, sono giunto alla conclusione che a breve mi sposterò in un altro paese, dove il lavoro è ancora 1/3 della tua giornata e non un qualcosa che occupa tutta la tua giornata per sette giorni a settimana.

    Da tempo ormai, da quando Monti ha detto che bisognava essere più produttivi e lavorare di più, che in Italia si parla di efficienza, di produrre e la gente ormai con la paura di non avere il lavoro (o di non avere commesse) si accorda a stipendi (contratti) minimi sacrificando tempo libero, hobby, famiglia.
    Ci tengo a ricordare che questa non è la normalità. E’ giusto che le persone siano libere di lavorare 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana, ma questo non deve accadere “per sopravvivere”.
    Vorrei sottolineare l’esempio di carlito, in cui è necessario capire lo sforzo che un professionista deve fare per guadagnare 100.000€ in un anno, per poi vederne in tasca 30.000€, con il rischio che arrivi in qualsiasi momento una multa di equitalia perché preso dal lavoro si è dimenticato una scadenza. Sempre con la paura nel giustificare le sue spese al redditometro (come se fossimo noi cittadini a dover giustificare allo stato come spendiamo i nostri soldi).
    Mi spiace commentare l’articolo con amarezza di chi realisticamente vede l’emigrazione come unico futuro per i professionisti.

  • Mister Libertarian

    Ormai è chiaro che l’Italia è diventata il paradiso dei burocrati e degli statali, e l’inferno dei lavoratori privati.

    L’Italia è uno stato fondato, come l’India induista, su una divisione netta tra le caste.
    Il ceto politico-burocratico parassitario gode di tutele, stipendi e pensioni favolose ottenute estorcendo denaro, con insulti e minacce, al ceto sempre più sfruttato dei produttori privati, costretti al fallimento, al licenziamento, alla disoccupazione, all’emigrazione e al suicidio.

    L’Italia non è fallita soltanto perché abbiamo degli imprenditori, soprattutto quelli medio piccoli, che sono degli eroi solo per il fatto di riuscire a far quadrare i conti, avendo un socio occulto e parassitario, lo Stato, che gli inghiotte il 70% di quello che producono. E poi grazie alle famiglie italiane che hanno risparmiato e hanno pochi debiti, cioè hanno gestito i loro soldi bene.

    Chi invece ha i debiti e ha gestito i propri soldi in modo vergognoso ed è in bancarotta è lo Stato italiano, che ha sempre vissuto sulla pelle di chi lavora, producendo rendite e posti di lavoro parassitari e improduttivi. Ma il sistema non regge più, ora tocca al ceto politico-burocratico pagare, e a noi ricevere il maltolto.

    Altro che Agenzia delle entrate, in Italia serve l’Agenzia delle uscite: indagini a tappeto e punizioni pesanti per chi ha usato male i soldi pubblici.

  • Mister Libertarian

    Aprire la partita IVA significa offrire la gola alla lama del coltello statale.

    Se diventi una partita IVA lo stato ti salta subito addosso e cerca di portarti via tutto: i guadagni, i risparmi, l’azienda, la casa e poi la vita. Infatti si suicidano in media due imprenditori al giorno perseguitati dal fisco.

    In Italia hai due possibilità: o riesci ad entrare nel club degli aguzzini (la pubblica amministrazione), e allora potrai vivere come un parassita per tutta la vita alle spalle del prossimo. Non dovrai fare assolutamente nulla, tanto un lauto stipendio e una lauta pensione ti arriveranno puntualmente sul conto. L’unica tua preoccupazione sarà quella di scegliere il collega con il quale andare a prendere il caffè.

    Se invece ti piace lavorare e realizzarti, ed entrare nel club dei parassiti va contro i tuoi principi morali, ti rimane una sola possibilità: scappare all’estero in un paese più libero e civile lontano dalle grinfie dello Stato-ladro italiano, come la Svizzera o l’Inghilterra.

    Qui, se metterai a frutto le tue capacità, potrai fare fortuna.

  • Basile Antonio

    Continuate pure a dare le colpe ai soggetti sbagliati. Sono i governi e questa classe politica che ci ha ridotto così accusando i sindacati e la sinistra di essere fuori dal mondo e che la lotta di classe non esisteva ormai più perché scomparsa con gli operai. Invece il tutto si è solo evoluto, ha fatto in salto di qualità e siamo tornati a prendere le manganellate e a dover stare zitti come ha intimato oggi il presidente del consiglio.

  • Daniil

    Forse dirò una cosa ignorante e retorica: i sindacati dove sono finiti?

  • Daniil

    Il lavoro del metalmeccanico fa talmente schifo che gli si dovrebbe raddoppiare lo stipendio. Questo mondo non ha bisogno di gente con due lauree per cui non lamentatevi, è stata solo una vostra scelta.

  • mario

    Wow, e da dove vengono tutti questi commenti? Frequentatori usuali del blog del manifesto? Esiste un motore di ricerca che individua tutti gli articoli, di testate varie, su un certo argomento? Comunque, complimenti a Roberto che ha individuato l’argomento che tira.

  • mario

    Immagino che la madre sostenga il figlio. Il reddito italiano è verticale familiare, quindi difendendo la madre si difende anche il figlio. O no?

  • andrea

    ragazzi una soluzione per contrastare la bestia affamata dello stato italiota c’è, e si chiama EVASIONE FISCALE. E’ l’unica soluzione per le partite IVA che vogliano sopravvivere: evasione massiccia sempre laddove sia possibile, elusione negli altri casi. Questo Stato non dà nulla e merita ancora meno, tanto i soldi che versiamo vanno alla pensione di Bonanni. Evasione radicale unica soluzione, non sentitevi in colpa. E’ un obbligo morale non pagare le tasse.

  • Enzo

    Fantastico modello economico-sociale che difendi: i figli che sopravvivono con la paghetta dei genitori. Complimenti.

  • ulalena

    giusto ma il governo, specialmente questo governo, sta facendo di tutto per polverizzare il supporto che dovrebbe comunque esserci tra i lavoratori, di ogni tipo. dar contro agli operai che hanno rappresentanza sindacale frutto di lotte fatte ai tempi quando il paese non sapeva nemmeno cosa fossero le partite iva, fa solo il gioco della casta. Con questo governo e la direzione che stanno prendendo le cose accusarci tra noi peggiora ulteriormente la nostra posizione. Siamo tutti nella fogna ma se ci diamo una mano forse riusciamo ad ottenere qualcosa…forse e’ gia’ troppo tardi.

  • Angelo Tosolini

    se il manifesto comincia a occuparsi di noi, vuol dire che siam del gatto

  • Guest

    Spero solo che si scarichi le spese, le tasse si pagano sul netto tolte fatture spese e attrezzature varie, commercialista, medicine ecc….. Sul restante si paga il dovuto

  • Andrea Mattioli

    sono ormai due anni che i miei clienti non mi pagano. mi fa piacere vedere i miei amici dipendenti stare a casa pagati in mutua o in malattia giocare col pc mentre io lavoro.

  • Mister Libertarian

    In tutte le società della storia sono i giovani produttivi che mantengono e aiutano gli anziani (oltre a mantenere i figli e tutto il resto). In Italia si è arrivati alla perversione di rovesciare questo sistema, depredando i giovani attraverso lo “stato sociale”. Ci credo che tutti i giovani che hanno voglia di fare scappano all’estero: solo a Londra ce ne sono 500.000!

  • Alan Peter Fortebraccio

    Vi siete dimenticati l’istituzione criminale del DURC. Se un autonomo un mese non ce la fa a pagare i parassiti dell’Inps, ossia la “previdenza sociale ” #diquestaminchia …non può lavorare, o accedere ad appalti e il suo cliente può rifiutarsi di pagarlo #bellaroba #statoladro #statocaporale #statocriminale. Se un domani ci sarà uno stato fascista la colpa sarà solo dei comunisti e delle idee fiscobolsceviche di questo paese di merda

  • Mister Libertarian

    L’evasione fiscale è l’unica forma esistente e praticabile di spending review

  • Alan Peter Fortebraccio

    Esistono le Google news senza le quali il manifesto non esisterebbe . ma non volevate tassarli ? cosi fallite completamente . Tax for fail oh yeah !!1

  • atomiky .

    Ti sembra che abbia colpevolizzato qualcuno? Ho semplicemente raccontato la mia esperienza. La colpevolizzazione la subiamo noi, quotidianamente, quando ci chiamano evasori e si aspettano che una persona, solo per aver avuto l’attribuzione di un numero di P.IVA, faccia le vacanze a Cortina! Partendo dal presupposto che si lavori in nero, veniamo caricati di tasse indirette: insegne, occupazione di suolo pubblico, scritte esposte, tassa sul numero di motori dei frigoriferi!, asporto rifiuti raddoppiato/triplicato, tassa sul fondo commerciale che non è nemmeno di nostra proprietà!, l’IVA sull’affitto, utenze per le imprese a tariffe maggiorate rispetto a quelle domestiche, irap… tutte tasse che prescindono dal reddito e che stanno schiacciando le piccole e piccolissime imprese già fortemente provate dalla crisi. Poi sento la Camusso che mi dice che l’82% dell’irpef è pagata dai dipendenti e dai pensionati. Vero! Ma omette di dire che i lavoratori dipendenti e i pensionati sono l’87% della platea dei contribuenti! Perciò le proporzioni sono assolutamente normali, anzi, il 12,5% dei lavoratori autonomi paga il 13,5% di irpef (dati della cgia di Mestre: CERTIFICATI!) perciò si evince che il lavoro autonomo paghi di più! Alla Camusso manca sempre il foglio dei “quanti sono” ha solo quello del “quanto pagano”! Per non parlare dell’INPS, aliquote alte ma nel caso di: malattia, maternità, ferie, perdita del lavoro non ci viene riconosciuto un cazzo! E tutti a dire poverini i dipendenti e i pensionati, mai che ci si domandi: ma col sistema di calcolo pensionistico, per i dipendenti, basato sull’ultima retribuzione (e non sui contributi effettivamente versati), quanti sono quelli che si sono di fatto “meritati” la loro pensione?

  • http://saoncella.tumblr.com/ Sao Mistersao

    già…

  • maurizio

    Se pensiamo che la contrapposizione di categorie sia la lotta sociale del 2000…. altro che arretratezza della CGIL o di Landini.. Sarà il caso per una crescita culturale aboliscano il calcio in Italia per una decina di anni così forse si capirà che non ci devono essere per forza le tifoserie contrapposte intese come più categoria che bilanciano l’economia e che debbano per forza dichiararsi nemiche (lavoratori/titolari o autonomi/dipendenti oppure precari/stabili). Cambiamo visione e cambiamo modo di discutere di politica e di riforme. Il peggiore che oggi sta evidenziando (e cavalcando) queste diversità non sono nè Landini nè la Camusso che difendono gli iscritti dei loro sindacati, ma il governo che dovrebbe difendere tutti, invece evidenzia le azioni “pro” quello e “contro” questo.

  • Genovacentro

    Quando scrivo che spero arrivi a 120 anni intendo che lo spero perchè la mamma è sempre la mamma e perchè è già capitato che mi abbia aiutato finanziariamente per le tasse. Per assurdo una volta mi ha dovuto aiutare in un anno in cui per fortunati incroci cosmici avevo fatturato più della mia media usuale e lo stato per incoraggiarmi mi ha richiesto un anticipo tasse a Novembre di 17.000 euro che chiaramente non avevo. la commercialista mi ha consigliato di pagarne solo una parte, visto che le fatture erano nel frattempo calate, ma ho dovuto comunque chiedere a mia madre 2000 euro sennò non ce l’avrei fatta. Vi garantisco che ho passato un mese di superstress da tasse che è una fortuna che hai solo se hai partita iva.

  • claudio

    finalmente qualcuno se ne è accorto!!!! Noi con partita Iva non siamo mai un costo per lo Stato ma solo ed esclusivamente un’entrata fissa!!!! Non abbiamo malattia, ferie, maternità, cassa integrazione, tredicesima, quattordicesima, serve altro????

  • Gnacca

    Non sai di che parli. Il metalmeccanico fa schifo? E perché? Chi ha la partita iva è laureato? Ma che dici? Ma vai a finire i compiti e lascia queste discussioni ai grandi, ragazzino.

  • pino a. quartana

    Anche su questo punto non mi par vero che “Il Manifesto” cominci a capire come stanno le cose da alcuni lustri e che getti un seme giornalistico per l’avvento di una nuova sinistra che tenga in considerazione anche le esigenze delle partite Iva, soprattutto di quelle più marginali. Tante cose si potevano capire già dal 1977 se quel movimento non fosse stato represso proprio dal PCI e diffamato dalla CGIL. A distanza di tanti anni, oggi la CGIL è ancora refrattaria a certi discorsi come il Reddito Minimo Garantito ed in quanto al PD quello è il nemico n. 1 dell’estensione anche a precari e disoccupati delle garanzie sociali.

  • Piero Feltrinelli

    secondo me in qualità di operai digitali (il proletariato del 21 secolo) dovremmo provare a incrociare le braccia x 1 settimana consecutiva, per vedere l’Italia fermarsi…

  • Rafael Risatti

    Io fattura ca. 70000 euro con al mia azienda “one men show”. Paga i fornitori, via ca la metà rimangono 35.000. Paga tasse, anticipi vari, iva ecc, mi restano occhio e croce 14000 cocuzze all’anno, dai quali chiaramente devo pagare il mutuo, benzina e tutte le altre cose che servono per vivere. Mi sorge un dubbio…ma sui 14000 che sarebbe il mio reddito vanno nuovamente pagate tasse vero?

  • Mario Rossi

    Da quando ho la partita iva non mi ricordo di essere stato a casa un solo giorno (… ho la P.IVA dal 1990!!!) e faccio, se va bene, una settimana all’anno di ferie !

  • Mario Rossi

    sei un metalmeccanico rincoglionito?

  • Mario Rossi

    Beato te che hai il coraggio di fare questi conti. Se li facessi io dovrei chiudere tutto all’istante!!! E vi diro’ di piu’ non riesco piu’ a trovare un collega a cui le cosa vadano meglio!!!!

  • Mister Libertarian

    Alcuni imbroglioni, come la Camusso, sostengono che i pensionati e i dipendenti pubblici pagano le tasse.

    Questo è falso: gli statali, per definizione, non pagano tasse, ma le ricevono. Le loro trattenute in busta paga sono solo un artificio contabile, una fittizia partita di giro, ma in realtà neanche un euro entra nelle casse dello stato.

    E’ ovvio infatti che se un dipendente pubblico riceve uno stipendio lordo di 30.000 euro e paga 10.000 di tasse, ciò equivale a dire che riceve dallo stato 20.000 euro e paga zero tasse. Lo stato usa la ridicola manfrina di mettere il lordo e il netto nella busta paga dei propri dipendenti al solo scopo di gettare fumo negli occhi della gente, facendo credere che tutti i lavoratori siano trattati in maniera uguale, ma le cose non stanno così.

    Nella realtà lo stato ottiene il suo intero gettito dal settore privato, e lo usa per pagare tutti gli stipendi della pubblica amministrazione. Se domani tutte le aziende italiane chiudessero o emigrassero all’estero, le entrate dello Stato scenderebbero ben presto a zero, e non ci sarebbero più soldi per pagare gli stipendi degli statali.

    Lo stato non potrebbe mai ottenere delle entrate tassando il settore pubblico, perché questo non fa utili ma solo perdite colossali, e quindi non c’è nulla da tassare.

    Se fosse vero che solo gli statali e i pensionati pagano tasse, mentre tutte le partite iva sono evasori, allora lo stato avrebbe a sua disposizione un metodo infallibile per aumentare enormemente le proprie entrate e risolvere ogni problema di bilancio: assumere tutte le partite iva come dipendenti pubblici! In verità così facendo lo stato fallirebbe in pochi giorni, e questo dimostra che gli statali sono “consumatori di tasse”, non “pagatori di tasse”.

    Faccio un’ultima domanda a chi ancora non ci crede. Secondo voi paga più tasse un barbiere di Montecitorio che guadagna 100.000 euro lordi all’anno, o il barbiere sotto casa che paga il 70 % di tasse sui due-tremila euro che riesce a fatturare ogni mese?

    Se rispondete che paga più tasse il barbiere di Montecitorio, allora non si capisce perchè il parlamento non assume immediatamente tutti i barbieri italiani. Sai che boom di entrate!

    Se invece rispondete che paga più tasse il barbiere privato, allora ammettete che gli statali pagano le tasse solo sulla carta, cioè per finta.

    In conclusione, gli unici evasori totali in Italia sono gli statali, perchè tutte le tasse che pagano, compre quelle indirette e i contributi, in realtà gliele pagano i lavoratori autonomi e dipendenti del settore privato.

    La smettessero quindi i politici, i burocrati e i magistrati di criminalizzare e insultare i lavoratori autonomi, perchè i veri evasori sono loro: anzi, evasori al quadrato, dato che non solo non pagano tasse, ma le incassano!

  • Roberto Zambrini

    .
    La Storia si ripete: il Lavoratore Autonomo, nell’ita(gl)ia socialista, sta subendo la stessa sorte dei Kulaki nell’URSS.
    Nessuna sorpresa, almeno per me, che ho chiuso volontariamente due anni fa, perche’ avevo gia’ capito come sarebbe andata a finire…

    http://www.misterx.alterwebs.com/zambrini/rapina.htm

  • Paola Venturelli

    e quanto passerà ancora prima che si realizzi che oltre alle P. IVA gestione Inps sono POVERI anche la stragrande maggioranza dei professionisti 30/40enni iscritti alle relative casse tipo INARCASSA (ingegneri e architetti)? fatevi una cultura in merito… http://www.ivaseipartita.it/

  • mario

    famiglia agnelli? Casa reale inglese?

  • mario

    Non difendo, ma cerco di evitare la guerra tra generazioni. Tra le tante fesserie che si dicono a destra e manca, anche a Sx, quella che se togli sicurezza di redditto ai >50 anni, allora apri possibilità nuove ai <30, mi sembra tra le peggiori. O no?

  • Alan Peter Fortebraccio

    Non illuderti che queste capre comuniste lobotomizzate possano capire cose cosi semplici. Salutemme paisà !!

  • Alan Peter Fortebraccio

    Sono a parassitare un po qua un po la

  • Enzo

    500.000 familiari? Altro che agnelli, neanche se fossero conigli…

  • Mario Martinazzi

    Ce ne vorranno cento, difendono da sempre classi di lavoratori privilegiati e molto spesso poco efficienti

  • Pasquale Lino Giugliano

    lo sapevano anche le pietre…
    i liberi professionisti :

    a)non hanno diritto alla cassa integrazione,
    b) non hanno diritto alle ferie pagate
    c) non hanno diritto alle malattie pagate
    d) non hanno dirotto alle cure termali pagate
    e) non hanno diritto alla eventuale “causa di servizio”
    f) non hanno diritto ad una retribuzione certa
    g) non hanno diritto ad una retribuzione equa e proporzionale al lavoro (i minimi tariffari/sindacali)
    h) non hanno diritto ad avere un ufficio con tutto spesato (computer, stampanti, software, consumabili, utenze, etc)
    i) non hanno diritto al giorno libero
    l) non hanno diritto al TFR
    m) non hanno diritto alle spese di trasferta
    n) non hanno diritto a possedere una strumentazione di lavoro a carico dello Stato

    MA LA LORO VITA è SOGGETTA ALLE SPIETATE LEGGI DI UN MERCATO CHE VA SEMPRE PIU’ AL RIBASSO !
    *****************************
    ****************************
    FATE FIRMARE L PETIZIONE NAZIONALE PER LA RIFORMA DELLA PROFESSIONE INTELLETTUALE TECNICA !

    E’ LA NOSTRA PROVA DI FORZA!

    ESISTIAMO….SIAMO QUI…E SIAMO TANTI !
    PETIZIONE NAZIONALE :
    http://www.change.org/p/riforma-della-professione-tecnica-di-architetto-ed-ingegnere?share_id=naegsDZSJD&utm_campaign=share_button_action_box&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition

  • Pasquale Lino Giugliano

    lo sapevano anche le pietre…
    i liberi professionisti :

    a)non hanno diritto alla cassa integrazione,
    b) non hanno diritto alle ferie pagate
    c) non hanno diritto alle malattie pagate
    d) non hanno dirotto alle cure termali pagate
    e) non hanno diritto alla eventuale “causa di servizio”
    f) non hanno diritto ad una retribuzione certa
    g) non hanno diritto ad una retribuzione equa e proporzionale al lavoro (i minimi tariffari/sindacali)
    h) non hanno diritto ad avere un ufficio con tutto spesato (computer, stampanti, software, consumabili, utenze, etc)
    i) non hanno diritto al giorno libero
    l) non hanno diritto al TFR
    m) non hanno diritto alle spese di trasferta
    n) non hanno diritto a possedere una strumentazione di lavoro a carico dello Stato

    MA LA LORO VITA è SOGGETTA ALLE SPIETATE LEGGI DI UN MERCATO CHE VA SEMPRE PIU’ AL RIBASSO !

  • Pasquale Lino Giugliano

    Lo sapevano anche le pietre,i liberi professionisti :a)non hanno diritto alla cassa integrazione, b) non hanno diritto alle ferie pagate,c) non hanno diritto alle malattie pagate,d) non hanno dirotto alle cure termali pagate,e) non hanno diritto alla eventuale “causa di servizio”,f) non hanno diritto ad una retribuzione certa
    g) non hanno diritto ad una retribuzione equa e proporzionale al lavoro (i minimi tariffari/sindacali),h) non hanno diritto ad avere un ufficio con tutto spesato(computer, stampanti, software, consumabili, utenze, etc),i) non hanno diritto al giorno libero,l) non hanno diritto al TFR,m) non hanno diritto alle spese di trasferta,n) non hanno diritto a possedere una strumentazione di lavoro a carico dello Stato,o) non hanno diritto all’auto tredicesima e/o quattordicesima mensilità
    p) non hanno diritto ai corsi di aggiornamento pagati dallo Stato,r) non hanno diritto ai benefici della L. 104.MA LA LORO VITA è SOGGETTA ALLE SPIETATE LEGGI DI UN MERCATO CHE VA SEMPRE PIU’ AL RIBASSO !MA QUESTO IL SIGNOR LANDINI O LA SIGNORA CAMUSSO LO SANNO?

  • Vlad lukoski

    wow se ne sono accorti dopo quanti anni che i contratti a progetto e le partite iva non avranno la pensione ? (10 anni di lavoro a progetto)

  • domenico

    guarda che non è cosi e ancora più alta la pressione fiscale è il 78%

    Non si può più lavorare seneramente con questo livello di Tasse per la categoria dei Periti Agrari:

    Ecco come siamo taratassati

    Cassa 2%
    IVA 22%
    IRAP REG.LE 4,5 %
    ADDIZZIONALE COMUNALE 1%
    ADDIZINALE REG.LE 1%
    IRPEF 23% – 27% ecc.
    CASSA PENSIONE 10%
    SPESE STUDIO 10% (MINIME) assicurazione,affitto, tasse cancelleria, telefono, auto gasolio collegio ecc
    TOTALE SPESE 78%
    UTILE 22%
    ecco come siamo ridotti caro amico.

  • Gianpietro

    Mi sono laureato 9 anni fa per fare un lavoro altamente specializzato che il 90% delle aziende ( sono comunque poche nel mio settore ) assume solo con mandato di agenzia.
    Dal 2006 ho la partita iva, ma sono seriamente propenso a chiuderla all’inzio del 2015.
    Guadagnerei decisamente di più facendo un lavoro anche poco retribuito in confronto a quello che mi resta in tasca tuttora.
    Sputare sangue ogni giorno per continuare ad avere una grande instabilità……. no grazie, ci sto rimettendo denaro e salute.
    Forse è ora di cambiare radicalmente.

  • Gianpietro

    Forse le due lauree ( ma anche una ) ed esperienza sulla pelle servono per evitare commenti di scarsa intelligenza come questo….

  • Gianpietro

    Considerato il mio diploma in perito agrario, sicuramente ci penserò bene prima di riprenderlo in mano….

  • Gianpietro

    Non ti mostro la mia fattura di settembre per motivi di privacy, ma non so come fai a dire che sono cazzate quelle scritte!

  • Gianpietro

    schifezza pura…. ancora mi chiedo come ho fatto ad andare avanti finora….

  • Antonio

    Mi viene il voltastomaco …. giu le mani dalle nostre vite lavorative …. badate ai vostri piaciasotto …. in pochi dei nostri si sono salvati e gli altri sono finiti nel baratro !!!!!! Aspettavamo voi o il governo saremmo morti DI FAME noi e LE NOSTRE FAMIGLIE .

  • Manu

    … aggiungo: s) non avranno diritto ad alcuna pensione dignitosa pur versando aliquote stratosferiche alla cd. Gestione Separata Inps t)non hanno diritto ai “famigerati” 80 euro di Renzi, qualsiasi sia il loro fatturato…. u) sono tenuti all’acconto Inps che fa riferimento all’anno che verrà, su base presuntiva, anche se non sanno ancora se lavoreranno o meno….

  • funes el memorioso

    Dei “non lettori” del manifesto (che per di più si danno i voti, anonimi ovviamente) affermano che il manifesto non avrebbe parlato della situazione dei lavoratori a partita IVA. Ma quando non si legge un quotidiano come si fa a sapere di cosa parla e di cosa no?
    È molto semplice: gli si attribuiscono discorsi e silenzi secondo un preconcetto demagogico: trattandosi di un quotidiano comunista, il manifesto da decenni, che dico?, da secoli, non parla che di operai e pensionati (garantiti), secondo quanto prescritto dai padri della vulgata (Marx, Engels e chi altro vi pare, perché tanto uno che ragiona così, è già grassa che conosca Engels).
    Mentre imprenditori, artigiani, commercianti, precari vari (con o senza partita Iva) non possono che ricevere strali e al meglio silenzi.
    Ora si dà il caso che non è affatto così, cari i miei trollini da quattro soldi, e ciò è valsa e vale al manifesto un certo odor di eresia negli ambienti puri e duri.
    Il manifesto ha non solo dedicato analisi al mondo dei precari, nei loro diversi statuti, ma anche a contesti regionali.
    Ma per saperlo, appunto, bisogna leggerlo questo giornale.
    Io penso che non rendete affatto un servizio alla vostra causa prendendo gli altri per degli imbecilli (darsi dei consensi anonimi per far vedere che si esprimono idee condivise da molti è puerile e stupido. Tanto più che chi frequenta abitualmente il sito sa bene che quando si hanno 10 consensi è già tanto, mentre voi, che non sapete nemmeno cosa sia manifesto, ve ne date 40-50…anonimi, il che, scusate, salta all’occhio).
    E chissà perché ciò mi ricorda una pratica corrente nell’area grillaiola e populista.
    Continuate pure a dormire sonni tranquilli, amici cari, e a pensare che gli altri non sono che degli idioti da manipolare.

  • alex1

    Mi chiedo quanti di questi “padroncini”, almeno quelli che hanno piu’ di 40 anni, si siano sentiti almeno una volta, superiori a quegli “sfigati” che per 1300 Euro al mese, magari dopo vent’anni di servizio, li ricevono agli sportelli delle Poste o peggio a quelli che facevano I turni in fabbrica, timbrando rigorosamente il cartellino, otto ore al giorno. Impieghi che loro snobbavano, perche’ si sentivano migliori. E quanti di loro magari nei tempi buoni si sono fatti la seconda casa ed un viaggio esotico l’anno. Adesso se I tempi sono cambiati di chi e’ la colpa? Di chi ha fatto l’impiegato?

  • alex1

    Credi che fare l’impiegato sia una pacchia? Sai il clima che ci trovi, sopratutto in certi uffici pubblici (ma non solo)? Fatti I concorsi, poi entra e mi racconti.

  • alex1

    Perfettamente d’accordo…fra l’altro dai commenti questi autonomi si sentono “imprenditori” e non proletari, tanto che se la prendono con altri lavoratori, invece che solidarizzare con loro. Dove erano le partite Iva quando cancellavano la scala mobile? Il sindacato avrebbe dovuto difendere chi lo ha visto per anni come intralcio alla loro genialita’ ed iniziativa? E poi, voglio sapere se hanno mai deciso di iscriversi ad un sindacato generale (che poi di errori ne hanno anche fatti tanti) quindi chi non si iscrive mai puo’ pretendere di essere difeso?

  • alex1

    Perche’ non hai fatto il dipendente anche tu, invece che ricordartene solo quando le cose vanno meno bene?

  • domenico

    direi di no , meglio tutelare il figlio che lavora prendendo più della madre nn cerca soldi alla madre e stanno tutti e due bene

  • Pier Giuseppe Mariconda

    Comunque i dottori di ricerca non percepiscono stipendio ma borsa di studi, quindi almeno li i 13.000 sono netti.

  • Gianpietro

    Lo credi tu. Forse non sai che fare l’agente di commercio in diversi casi è peggio che fare l’impiegato…. o forse non lo hai mai sperimentato, quindi ti auguro di non imbatterti mai in certe situazioni.

  • alex1

    Lavoro come ingegnere in una pubblica amministrazione, mi trattengo spesso oltre l’orario di ufficio per risolvere problemi entro le scadenze, dopo 15 anni di servizioprendo 1600 Euro al mese senza altri benefici. Il mio posto me lo sono sudato, ho speso l’ultima parte della mia gioventu’ a preparare concorsi, mentre lavoravo, quando tanti miei coetanei ed ex colleghi mi consideravano uno “sfigato” perche’ non potevo permettermi un automobile od una settimana bianca. Adesso molti di quei coetanei, riscontrato che per loro I tempi d’oro sono passati, mi rinfacciano quello che ho, perche’ e’ “sicuro”.Non vivo alle spalle di nessuno e non mii sento un parassita. Facile dare la colpa sempre alle altre categorie.

  • alex1

    Hai detto bene…in diversi casi, ma non certo in tutti, altrimenti non lo farebbe nessuno. Io da impiegato mi sono imbattuto in situzioni di mobbing e vessazioni che non puoi nemmeno lontanamente immaginare, lontano da casa con lo stipendio sufficiente solo per affitto e per il mangiare ed il biglietto del treno per tornare a casa una volta al mese. Niente auto, vacanze si e no una settimana l’anno in bassa stagione. Ed ero assunto come laureate, dopo tre prove di concorso e due anni di attesa nelle graduatorie. Quindici anni fa ho visto alcuni impiegati fare I corsi per agente di commercio e mettersi in proprio, che io sappia fino ad adesso nessuno di quelli ha fatto il percorso inverso. Ogni scelta ha I suoi lati negativi, poi e’ questione di fortuna.

  • alex1

    Prenditela con il tuo commercialista…cosa c’entrano gli operai ed il sindacato?

  • Gianpietro

    Il mobbing esiste anche nella professione autonoma, ma non è riconosciuto come tale. Come dici tu non tutti i casi sono negativi.
    Quando il mercato non gira come dovrebbe e le vendite calano, la colpa è sempre la tua, indistintamente…. Poi iniziano a modificarti le condizioni pattuite nel mandato, e se non le accetti ti minacciano che ti porteranno al punto di dover rassegnare le dimissioni…. E se non hai alternative, devi costantemente subire per portare quale soldo per la spesa.

  • Matteo Piccioni

    Ho risposto al messaggio di carlito, sottoscrivendo il suo pensiero e portando la mia testimonianza.
    La guerra tra poveri è una brutta cosa

  • alex1

    Neanche a me hanno mai riconosciuto niente…trovare un altro lavoro all’epoca era impossibile (in una piccola citta’ quando dal tuo ufficio andavano in giro a dire che avevo dei “problemi mentali” ai professionisti che avrebbero potuto farti lavorare ogni chance e’ perduta ) ed il massimo consiglio che mi davano sia amici che I delegate sindacali (frenati dai loro stessi iscritti, che evidentemente non erano troppo dispiaciuti che un laureato da Roma era adibito alle mansioni che loro rifiutavano) era di “non pensarci troppo” oppure di “cercare con domande di trasferimento, piano piano, di avvicinarmi a Roma”.Ho perso amicizie ed avuto rapport difficili con e persone vicine che non credevano a quello che mi accadeva. Altro che tutelato e garantito.Questo era quando il mercato tirava, quando I miei colleghi liberi professionisti avevano l’auto in leasing, casa in proprieta’ e vacanze tre volte l’anno con famiglia. Adesso l’aria e’ cambiata anche per loro, ma gli stessi non possono certo trattarmi da privilegiato, quasi che le loro disavventure dipendano dal mio essere impiegato piuttosto che P.Iva.

  • alex1

    E’ decisamente brutta, ed ilbrutto e’ che un giornale come il Manifesto non faccia nulla per attenuarla.

  • alex1

    Vorrei sapere quanti operai ed impiegati arrivano, anche fosse come dici tu, a 30,000 Euro netti l’anni. Non credo siano molti.

  • mario

    Si potrebbe anche dire: i giovani ‘scappano’ all’estero (cioè rifiutano lavori meno qualificati in Italia, nella speranza di averne di maggiore soddisfazione all’estero), perchè hanno un certa sicurezza che il risparmio accumulato dai genitori (in genere sotto forma di patrimonio immobiliare) gli sarà passato e funzionerà come ciambella di salvataggio. La mia esperienza di altri paesi industrialmente avanzati è che la solidarietà intragenerazionale sia minore, non credo che in USA i figli aiutino più di tanto i genitori.

    Non mi è chiaro come lo ‘stato sociale’ depredi i giovani, come esattamente?

  • mario

    Delle due l’una: o sei riuscito a restituire i 2000 a tua madre con interessi equi, o non ci sei riuscito. Nel primo caso, l’episodio dimostra soltanto che il sistema bancario non funziona, che una banca avrebbe dovuto trovare una occasione di (piccolo) guadagno a prestarti a piccolo tasso i 2000 (lo stesso può dirsi dello Stato, che avrebbe dovuto raitezzare). Se non li hai restituiti, dimostra che tua madre non aveva realmente bisogno di quei soldi, ed economicamente il fatto che sei stato costretto a metterli in circolo è positivo. O no?

  • mario

    non capisco tua reply

  • alex1

    Vorrei sapere quanti di questi lavoratori autonomi si sono mai iscritti ad un sindacato (che non fossero quei sindacatini corporativi che spariscono nel nulla dopo aver promesso mari e monti).

  • alex1

    Che bello vedere sul manifesto queste proposte…

  • alex1

    80 voti ricevuti! come mai si sono mosse tutte insieme le truppe cammellate, anti operai ed anti dipendenti al confronto delle quali Brunetta e’ un buontempone da osteria?

  • Enzo

    Come notava Mister Libertarian, a Londra c’e’ mezzo milione di italiani. Mica tutti possono essere della famigiia Agnelli…

  • Mister Libertarian

    Ad esempio, attraverso i salatissimi contributi pensionistici, che vengono direttamente girate nelle tasche di picchi pensionati “retributivi”. I giovani più massacrati, da questo punto di vista, sono quelli iscritti alle cosiddetta gestione separata dell’inps.

  • RF

    Questo articolo mi tocca sul vivo e pertanto vorrei rendere nota la mia situazione, peraltro purtroppo comune a tante altre persone.
    Sono architetto, collaboro da ventisei anni con uno studio professionale forzatamente come “libero professionista”, quindi con partita IVA.
    Il bilancio di tutti questi anni non può che essere quasi fallimentare. Devo ritenermi fortunato se possiedo una casa: è solo grazie all’aiuto ricevuto dai miei genitori, se fosse stato per le mie sole forze non so se sarei riuscito a pagarmi un affitto. Le tutele su ferie e malattia sono affidate al “buon cuore” dei titolari dell’ufficio (la malattia per me è quasi inesistente, se capita lavoro con la febbre). Se ci sono i controlli dell’ispettorato del lavoro sui dipendenti che ora si trovano in cassa integrazione (segretaria, ecc.) io devo semplicemente SPARIRE. Non vado in ferie da quindici anni solamente perché non me lo posso permettere. Ho un’auto di dieci anni e spero che duri il più possibile. Con l’avvento della crisi sono stato posto a metà tempo con prospettive assai incerte sul futuro. Se penso di cercarmi un lavoro nuovo (crisi internazionale e età anagrafica a parte), semplicemente, dopo tutti questi anni, non ho diritto ad alcuna liquidazione (ho parlato anche con un avvocato esperto di diritto del lavoro che non mi ha dato alcuna speranza in tal senso). I cosiddetti “ammortizzatori sociali” sono una cosa che non mi può riguardare, non posso godere di alcuna forma di tutela. Per i sindacati siamo fantasmi, per loro il problema non è degno di nota, i “lavoratori” sono altri. Tenevo a render nota questa mia condizione che – come detto – è comune a un esercito di persone come me. Mi “rallegro” che qualcuno faccia finalmente emergere questo problema.

  • mario

    IVA va sul cliente, o no?
    Spese le detrai dai ricavi, e non ci paghi le tasse, o no?
    Cassa pensione, il 10% credo sia inferiore a quello che dovresti dare a un entità privata per un simile servizio, o no?

    Quindi dagli utili pre tasse, secondo i tuoi dati, avresti una tassazione del 2+4,5+1+1+27=35,5. Corretto?

  • mario

    io replicavo all’altra, principale affermazione che “In tutte le società della storia sono i giovani produttivi che
    mantengono e aiutano gli anziani”, e facevo il caso di famiglie molto ricche in cui questo quasi mai è vero, o no?

  • mario

    Mi è stato raccontato che in una città media come Bari ci siano alcune decine di migliaia di iscritti all’Ordine degli Avvocati. Ovviamente, se l’offerta di un servizio è tanto diffusa, il costo diminuisce, o no? Io credo che molti si siano illusi che prendendo una laurea (facile?) si potesse avere i redditi di quando il sistema dell”istruzione superiore era molto chiuso e il numero di professionisti basso. O no?

    Poi che ci siano operai a cottimo costretti ad aprire la partita IVA e considerarsi (finti) autonomi, è una altra, triste e seria questione.

  • Gianmaria

    Senza parlare del fatto che si può anche aspettare un anno e mezzo prima di ricevere un pagamento, in alcuni casi il pagamento non avviene affatto, e comunque ogni settimana mi trovo a scrivere email e fare telefonate per sollecitare vari pagamenti. Ma che cosa aspettiamo a organizzare uno sciopero dei contributi, chiedendo la riforma della gestione separata per esempio sul modello inglese? In Gran Bretagna i lavoratori autonomi che guadagnano meno di 80.000 sterline l’anno pagano il 10% di contributi e (il 20% di tasse), non un penny in più: facile ed equo.

  • alex1

    A mia memoria per trovare un governo che difende I lavoratori dipendenti bisogna andare molto ma molto indietro…

  • Arcangelo

    Incredibile ce l’hanno fatta con un ritardo di 10 anni , INCREDIBILE !

  • mario

    Non saprei. Se il pensionato ‘retributivo’ è della ‘mia’ famiglia, mi risparmio delle spese di assistenza. Altrimenti forse no. Comunque, il presunto paradosso iniziale di questa discussione era quello di un figlio tartassato con madre baby pensionata.

    Ora se siamo d’accordo che in Italia ci sono meccanismi socio-culturali di reddito quasi unificato tra generazioni (scambi genitori-figli senza reale conto economico) chi poi sia il titolare ufficiale del reddito non sembra essere così importante. In effetti, questa configurazione è il vero ammortizzatore sociale contro la crisi. Il problema di far aumentare il reddito giovanile, ovviamente importante, rimane quello di reindustralizzare il paese (industria in generale, non necessariamente meccanico-manufatturiera), e per questo non so quanto sia utiile diminuire le garanzie dei >50.

  • Enzo

    Si vabbe’, ma non mi pare un modello applicabile su larga scala (anche volendo ammettere che quello del figlio di papa’ sia un ruolo degno d’emulazione).

  • Lorenzo Fratti

    Certo che è facile parlare a vanvera. Chi frequenta le redazioni di ogni tipo, le aziende di formazione, uffici con stagisti vari, agenzie immobiliari ecc ecc. sa benissimo (misurandosi con la realtà e non con lì’ideologia) che le partite IVA di norma sono lì sognando l’assunzione. Per cui nessun complesso di superiorità…

  • Lorenzo Fratti

    Che bello frequentare questo blog, si imparano un sacco di cose. Ecco perché in tutta Italia non si trova uno che voglia fare l’ insegnante, i concorsi per dipendenti pubblici vanno deserti, il Comune di Milano bandisce un concorso per 11 vigili e non si è presentato nessuno, nel nord-est serve un infermiere e il concorso non si è presentata anima viva… tutti a fare gli Idraulici e i giornalisti a partita IVA.

  • Lorenzo Fratti

    Un problema molto grave della professione autonoma è che dietro non c’è nessuno che prepara i conti, le spese per un commercialista sono una voce importante che può portar via una fetta considerevole di reddito. Qui ciascuno ha le sue colpe: i governi passati e il Governo attuale, che continua con uno stillicidio di disposizioni complicate, assurde, equivoche, secondo la tradizione italiana delle leggi non chiare e confusionarie. Per fare un esempio che riguarda sia gli autonomi che i dipendenti,se si prolunga la detrazione per le ristrutturazioni non si dice se serve una dichiarazione al Comune, ci si trova che il Comune di ce una cosa e l’Agenzie delle Entrate un’altra…autonomi e dipendenti perdono tempo e soldi a far code negli uffici, a cercare di capire e far combaciare contraddizioni… Ci vorrebbe tanto a fare delle leggi/disposizioni chiare, con un paio di fogli contenenti limiti e procedure specifiche?

  • alex1

    Fino a cinque anni fa era esattamente cosi’ nel Nord Est, dove vivo io. Hai detto giusto. L’impiegato pubblico era considerato uno sfigato, (quante ragazze mi chiedevano “come mai non facevo il libero professionista visto che ero bravo” ed anche “perche’ non mi compravo un auto”, visto che ero l’unico a non averne una) ad un concorso per impiegato comunale poizione di ingegnere od architetto con 5 posti a Padova, diventati poi 6 eravamo meno di trenta, in buona parte proveniente dal centro sud. Non parliamo poi a lavorare nelle fabbriche di produzione, la maggior parte erano immigrati e molti meridionali. I laureati e molti giovani diplomati snobbavano posizioni quali operaio, ma anche insegnante di scuola media od impiegato pubblico. Tanti si aprivano una partita iva, aprivano societa’ immobiliari (solo a Padova a fine anni ’90 ce ne erano quasi cento!) con l’illusione di fare dane’. Illusione che e’ durata un po’ almeno per molti, ma adesso da qualche anno sta sfumando per tanti di loro. Il sogno del “self made man” alla veneta che si scontra con la realta’ di oggi. Ma per tanti la colpa e’ ovviamente dei sindacati, degli operai, e degli impiegati, veri privilegiati del cartellino da timbrare….

  • Genovacentro

    Non li ho restituiti, perchè mia madre attualmente non ne ha bisogno godendo di buona salute, ma non è detto che questo sia valido anche domani. Se si trattasse solo di rimettere in circolo, mi piacerebbe scegliere come. Il fatto di fondo è che se hai una partita iva, come me, e fatturi poco sei completamente privo di paracadute. Ad esempio attualmente non ho niente da fatturare per gennaio e febbraio, quindi se non cambia, a gennaio e febbraio non guadagnerò niente. Vi garantisco che non è un’eventualità irrealizzabile.
    Chi lavora per le stesse ditte con cui lavoro io, ma ha un contratto non ha questi problemi.

  • cristina

    Bene… e ora che è di dominio pubblico :-) cambierà qualcosa? Anzi, meglio… quando si penserà di cambiare qualcosa? Non penso che possiamo andare avanti tutta la vita senza certezze…