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Via dall’euro non significa uscire dal liberismo

Ue. Se sparisce la moneta unica di una delle principali aree economiche, la seconda valuta di riserva del mondo. Più dirompente della crisi del 2008

L’articolo di Giorgio Lunghini (il manifesto il 23 settembre e la replica di Sergio Cesaratto et al. del 30 settembre) hanno il merito di riaprire la discussione sulle conseguenze dell’uscita dall’euro. Un dibattito spesso condito da eccessive semplificazioni. Per questo ci pare che concentrarsi sulle cifre riportate da Lunghini sia un esercizio poco interessante. Difatti, anche se tali previsioni si rivelassero eccezionalmente esagerate, ci troveremmo comunque di fronte ad un evento di proporzioni significative, per usare un eufemismo. Piuttosto, è il ragionamento economico che andrebbe approfondito, e a questo vorremmo contribuire. I fautori dell’uscita dall’euro ci pare sottovalutino gli effetti...

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