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Europa

Macedonia di disperazione

Il racconto. A Gevgelija in attesa del treno che porta verso il nord

Folle di rifugiati siriani tra le montagne macedoni di Kouf e Pajak. Campi saturi di pioggia, notti fredde e umide trascorse all’aperto. Niente riparo. Poco cibo e poca acqua. Dietro il filo spinato, entrate razionate dalla polizia macedone. Granate e lacrimogeni. È il quadro alla irriconoscibile stazione ferroviaria di Gevgelija, a due chilometri dal confine greco-macedone. Da giugno almeno 44.000 migranti, soprattutto siriani, sono entrati in Macedonia. I dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in questa settimana, hanno contato 1.500-2.000 ingressi ogni giorno. Il primo obiettivo è salire nel treno che da Gevgelija porta a Skopje o...

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